Across the universe

Salutate il passato e il futuro come dei vecchi amici, abbracciate il presente come se fosse il vostro primo amore

I pensieri che sono peggio di trip mentali.

azzumel:

Ah bella. Sai una cosa?  Lo vuoi un consiglio? Non ci pensare perché più ci pensi e più ci stai male, più stai male cerchi di pensare di non pensarci e finisci per perdertici dentro come in un buco nero. 

Scars on Land.: Season 1 - Summer - N. 2

scarsonland:

Mi ritrovo come un tempo a dover definire i canoni, le righe e le priorità. In questo momento con l’approccio lento di un settembre pieno di promesse, la mia mente cerca l’appiglio per una riorganizzazione completa perché anche se vorresti continuare a sognare, sai di non poterti permettere una…

ceciliasaba:

Non esiste una foto migliore per spiegare cosa Freaks! abbia rappresentato per me, e di conseguenza una foto che espliciti i miei auguri di buon compleanno per la serie.
Ciao. Io sono quella sulla sinistra e sono di Roma,  La ragazza sulla destra si chiama Sara, ha la mia età ed è di Traversetolo, in provincia di Parma. Allora perchè abbiamo un foto insieme?Ecco Freaks ha avvicinato persone sia nelle loro stesse città, sia le persone più distanti come me e Sara, che giusto ieri è ripartita con Erika e Letizia, entrambe di Milano. Freaks mi ha fatto superare un sacco di problemi: è stata una dimensione surreale per tutte le volte che la mia vita andava male. Nell’ultimo anno mi sono successe tantissime cose, ma ho conosciuto un numero enorme di persone con la mia stessa passione, mi sono fatta tantissimi nuovi amici, e tutto questo lo devo a dei ragazzi che un giorno si sono svegliati con l’idea di creare un progetto del genere sul web.Freaks! per me non è più una semplice web series. Per me adesso significa coraggio, intraprendenza e innovazione. Freaks! può cambiare la tv italiana, e lo fa grazie alla bravura di chi vi ha partecipato ma anche grazie a NOI. Freakers, siamo NOI che alziamo le visualizzazioni su you tube, siamo noi che creiamo fan pages e TT su twitter. Abbiamo partecipato attivamente a questo progetto e contribuito a renderlo grande. Auguri Freaks! e auguri Freakers. Le parole non bastano ad esprimere il mio orgoglio.Buon Compleanno

ceciliasaba:

Non esiste una foto migliore per spiegare cosa Freaks! abbia rappresentato per me, e di conseguenza una foto che espliciti i miei auguri di buon compleanno per la serie.


Ciao. Io sono quella sulla sinistra e sono di Roma,  La ragazza sulla destra si chiama Sara, ha la mia età ed è di Traversetolo, in provincia di Parma. 

Allora perchè abbiamo un foto insieme?

Ecco Freaks ha avvicinato persone sia nelle loro stesse città, sia le persone più distanti come me e Sara, che giusto ieri è ripartita con Erika e Letizia, entrambe di Milano. 

Freaks mi ha fatto superare un sacco di problemi: è stata una dimensione surreale per tutte le volte che la mia vita andava male. Nell’ultimo anno mi sono successe tantissime cose, ma ho conosciuto un numero enorme di persone con la mia stessa passione, mi sono fatta tantissimi nuovi amici, e tutto questo lo devo a dei ragazzi che un giorno si sono svegliati con l’idea di creare un progetto del genere sul web.

Freaks! per me non è più una semplice web series. Per me adesso significa coraggio, intraprendenza e innovazione. Freaks! può cambiare la tv italiana, e lo fa grazie alla bravura di chi vi ha partecipato ma anche grazie a NOI. 

Freakers, siamo NOI che alziamo le visualizzazioni su you tube, siamo noi che creiamo fan pages e TT su twitter. Abbiamo partecipato attivamente a questo progetto e contribuito a renderlo grande. 

Auguri Freaks! e auguri Freakers. Le parole non bastano ad esprimere il mio orgoglio.

Buon Compleanno

io non so scrivere e in questo momento non sono grado ma non posso non farlo. 
piango. piango mentre ascolto every teardrop is a waterfall dei coldplay, la sua band preferita. nessuna maiuscola e punteggiatura sbagliata? non m’importa, non deve essere perfetto, va già tutto bene così. si, bene così.
sono emotiva? non lo so. negli ultimi sei mesi non ho fatto altro che piangere, ridere e fomentarmi.
ma ora piango per una ragazza, una ragazza che scrive cose troppo belle, che mi abbraccia con troppo affetto, che mi sta troppo vicina, a cui tengo troppo e che mi manca come l’acqua alle piante. 
è una dipendenza, il mio bisogno primario e ora che l’ho abbracciata per un giorno intero non posso fare a meno che volerla sempre più. si, proprio come la droga
le manco e ogni volta che me lo dice, la nostalgia aumenta ed è così che deve andare. 
ma tu sai cosa si prova a dover salutare una persona senza sapere se considerare quell’ultimo temporaneo abbraccio come un addio o come un semplice “arrivederci”?
è straziante, ma gratificante. 
fai di tutto pur di rivederla perchè non desideri altro che poter passare più tempo possibile con lei in modo da poter superare la nostalgia. ma non funziona così. ogni volta è peggio, ormai lo so. 
dovrei sorridere e invece piango perchè è stato tutto troppo bello e dopo che hai vissuto una cosa bella, ti accorgi che senza di essa è tutto più difficile e diventi avaro e desideri solamente quella cosa. 
io voglio tornare nella città che riempie i miei sogni da due anni circa, su quel tetto così speciale da aver innescato le lacrime in me, durante la notte, con quella ragazza per poterla abbracciare davanti alla più bella immagine del monumento religioso più famoso del mondo. 
chiedo troppo? fatemi rivivere questi giorni, ne ho bisogno. 
sembra tutto facile, ma non è così. più hai una cosa, più la desideri. 
l’ho conosciuta giovedì cinque gennaio per caso, l’ho abbracciata mercoledì quattro aprile all’ingresso di una stazione e l’ho salutata con un “arrivederci” o un “addio” esattamente giovedì cinque aprile.
ah, ho dimenticato un dettaglio importante: sono sul letto sotto le coperte, il letto che si trova ad esattamente quattrocentosessantasei chilometri dal suo, più semplicemente traducibili in quattro ore e quaruntuno minuti di auto. 
Potrebbe andare peggio, ne sono consapevole, ma non riesco a non pensare a lei e alla sua frase.


“You almost feel ashamed 

That someone could be that important 

That without her, you feel like nothing.”


Le voglio bene e so che lei ne vuole a me, come una sorella. 
Il suo nome è Cecilia, ed è la mia piccola sorellina.


This could be Paradise 


Non metto foto, aspetto la nostra.
Sei speciale, ti conosco da soli tre mesi, ma sei una delle persone più speciali della mia vita. Sei triste, felice, contenta, depressa, vieni da me, io ci sarò sempre per te. Fidati di me, sono tua e ho bisogno di te per andare avanti.

sei per cento di batteria, 8 ottobre 2011, 1.12 a.m.




 

Ein Freund ist jemand, der dich gern hat. Hast du schon dein Freund gefunden?

«Mein Freund ist sehr besonder.
Er ist fünf und zwanzig Jahre alt und Manche kennt ihn als “Josh”.
Er lebt in Roma und studiert Medizin. Ich kenne ihn seit einem Jahr, aber ich habe ihn nur vier Males gesehen. Ich weiß nicht wenn er mich erkennt. Er ist ein Sänger eines Musikbande.
Ich habe ihn gern und ich weiß dass er UNS auch gern hat
Wenn ich traurig bin, ich kann seine Stimme hören und alle geht besser. 
Er ist mein Held.
Jedesmal grüßt er mich als ein Freund. Dieser gebe ihn mein Freund züruck.»


Non so il tedesco, ma oggi mi sono trovata davanti a questa consegna e ho pensato subito a lui. La valutazione sarà quella che sarà, sinceramente non m’importa, sono semplicemente contenta di aver parlato di lui. Sarà pieno di errori, grammaticali e non, ma anche di questo non m’importa. 

«Il mio amico è molto speciale. Ha venticinque anni e molti lo conoscono come “Josh”. Vive a Roma e studia medicina. Lo conosco da un anno, ma l’ho visto solo quattro volte. Non so se lui mi riconosce. E’ il cantante di un gruppo musicale
Gli voglio bene e so che anche lui vuole bene a NOI.
Se sono triste, posso ascoltare la sua voce e tutto va meglio. 
Lui è il mio eroe.
Ogni volta mi saluta come un amico. Questo lo rende il mio amico.»

There goes my hero, watch him as he goes. Un classico.

http://www.youtube.com/watch?v=Z6j0NSW5siw